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IL RAPPORTO ANNUALE

05/12/1997

31° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/1997

Primato dei soggetti politici e centralità dei soggetti sociali: fra queste due dimensioni quest'anno si è giocata una partita molto interessante, per capire la storia corta del nostro Paese (quella degli ultimi sei-sette anni) ma anche la collocazione di questo periodo nella Storia lunga dell'evoluzione socioeconomica italiana. Il 31° Rapporto Censis, nella prima parte, analizza l'intenso protagonismo della politica nell'ultimo anno: con l'ulteriore accentuazione della logica bipolare, la sempre più diffusa voglia di verticalizzazione del potere politico e la coazione europea al riordino dei fondamentali economici. Un intenso protagonismo interpretato con slancio, dopo un periodo umiliante sul piano morale, penale, della supplenza esercitata dai tecnici e persino dei dubbi che le società moderne abbiano davvero bisogno della politica. Un primato, tuttavia, che non deve e non può disgiungersi dalla centralità dei soggetti sociali, perché, a ben guardare, è stata l'ineludibile tenuta della centralità del sociale a rendere possibile la conquista di quei "beni pubblici" (disinflazione, controllo della spesa, contrazione del rapporto deficit-Pil, ecc.) ritenuti essenziali per la fine del decennio. Sono quindi due le tentazioni da allontanare: l'interpretazione del primato della politica come ruolo sostanzialmente autoreferente e la tendenza a voler imitare modelli di sviluppo altrui (renano, atlantico, colbertiano francese, laburista inglese) dimenticando l'identità del modello italiano (piccole imprese, localismi, coesione sociale, policentrismo, autonomie funzionali) e la sua pervasiva tenacia al di là delle sue patologie. Nella seconda parte del Rapporto, La società italiana al 1997, viene analizzata l'accentuazione della frammentazione sociale che porta quest'anno a parlare di "una società dei piccoli aggiustamenti": nei comportamenti economici, di lavoro e quotidiani, nelle politiche sociali, nelle istituzioni periferiche; mentre alcune riconnessioni territoriali emergono nei nuovi equilibri fra l'Est e l'Ovest, nella logica interregionale del Centro Italia e nel guardare al Mediterraneo della nostra economia.